Sono un Tutor dell’Apprendimento, seguo bambini e ragazzi che presentano deficit DSA. La prima volta che ho appreso di questo disturbo ero una adolescente, fu diagnosticato a mio fratello minore. Ho fatto la ‘trincea’ con lui ma ho capito che volevo lavorare in questo campo quando, già iscritta a biologia, mi è capitato di dare ripetizioni ad una ragazzina che presentava lo stesso disturbo. Infine mi sono laureata in Scienze dell’educazione. Lavorare con i ragazzi DSA significa individuare insieme la loro strada per l’apprendimento e di conseguenza fortificare la loro autostima, la fiducia in se stessi. Spesso il non riuscire ad apprendere con la stessa velocità od allo stesso modo dei propri coetanei genera, nei “DSA”, una forte frustrazione e sofferenza; si sentono stupidi, hanno una bassissima autostima, non si sentono ‘normali’. Gli occhi che brillano per una interrogazione andata bene ripaga di tutti gli sforzi miei e loro! Anche l’accettazione da parte dei genitori non è un percorso così breve e semplice. La mia è una figura molto “nuova” nata solo 7 anni fa con la legge del 2010, poco compresa e poco diffusa ancora, soprattutto al sud. Si pone tra il ragazzo e l’insegnante, per questo necessita oltre ad una buona formazione e competenza anche empatia con entrambe le figure. È per questo che mi piace rassicurare i miei studenti anche mostrando loro le mie lacune, la mia diversità, le mie debolezze. Per riempire questa lacuna culturale, con l’ASSOCIAZIONE ITALIANA DISLESSIA sezione di Napoli, andiamo da anni nelle scuole, classe per classe, a spiegare cosa è e cosa significa essere DSA. Lo spieghiamo avvalendoci anche della legge del 2010 che definisce cos’è il disturbo dell’apprendimento indicando le modalità e gli strumenti per la formazione degli studenti, quelli compensativi e dispensativi, ad esempio le mappe concettuali… Entrare nelle equipe scolastiche oggi è ancora un sogno, ma riuscire a farlo ha dei vantaggi notevoli per i ragazzi DSA, lo vedo per ciascuno degli studenti che seguo. Dallo scorso anno però siamo riusciti ad entrare nella scuola FOSCOLO OBERDAN, di Piazza del Gesù, un comprensivo di cinque plessi (dalla materna alle medie) con il progetto UN TUTOR PER AMICO. Il progetto contro la dispersione scolastica di studenti con Disturbi Specifici dell’Apprendimento, ideato insieme ALL’ASSOCIAZIONE ITALIANA DISLESSIA (AID) sezione di Napoli è sostenuto dalla FONDAZIONE CANNAVARO FERRARA che ha raccolto fondi per finanziare gratuitamente, un corso annuale di sostegno scolastico per quaranta ragazzi con DSA e si rivolge in modo particolare agli studenti che provengono da famiglie meno abbienti o con altre problematiche sociali di rilievo. Due appuntamenti settimanali, dalle 14 alle 16 in cui attraverso i compiti impariamo a trovare insieme per ciascun allievo, il proprio metodo di apprendimento. Quest’anno si volge la seconda fase del progetto: lo svolgimento di un corso di formazione e stage per dieci figure "tutor" così che possano facilitare i processi di apprendimento e l’autonomia nello studio di studenti con DSA e garantire il giusto supporto a insegnanti e genitori. Un progetto che ha carattere innovativo per la gratuità del corso e del tutoraggio stesso e soprattutto prepara i nuovi tutor senza fermarsi alla parte puramente teorica: gli aspiranti tutor infatti svolgono anche una parte pratica proprio seguendo dei DSA. Perché ho scelto di rimanere a Napoli? Napoli è una città in cui il concetto di “Problem solving” è connaturato! Di fronte ad un ostacolo o difficoltà esce fuori la creatività del napoletano per la soluzione, proprio come per i ragazzi DSA che spesso trovano strade alternative geniali o di grande creatività per superare il loro disturbo. Napoli? Una città Creativa